6 AGOSTO - I LUOGHI DELLO SPIRITO E DEL TEMPO 2024

Collegium Musicum Classense ETS
Antico e non solo
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6 AGOSTO

CONCERTI
Martedì 6 agosto
Bagnacavallo Pieve - di S. Pietro in Silvis
via Masiera 51

ore 21

ACCADEMIA DEL RICERCARE

LO SPLENDORE DEL RINASCIMENTO EUROPEO
Tra Inghilterra e Germania


Artem Dzeganovskyi -  violino
Yayoi Masuda -  violino
Virginia Ghiringhelli - viola da gamba  
Eleonora Ghiringhelli -  viola da gamba
Massimo Sartori - viola da gamba
Luisa Busca - flauti
Manuel Staropoli - flauti e cromorni
Carlo Gomiero - flauti e cornamuse
Roberto Terzolo - dolzaina  flauti
Claudia Ferrero -  clavicembalo
Luca Casalegno -  percussioni

Pietro Busca - direttore

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A cavallo tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo ebbe inizio il lento cammino che – attraverso infinite sperimentazioni – avrebbe condotto alla definizione delle forme principali della musica strumentale, in seguito esaltate prima dai grandi autori del Barocco e poi dai compositori romantici. Oltre all’Italia – patria di Arcangelo Corelli, che con le sue sei raccolte di opere a stampa diede un contributo determinante alla codificazione del genere della sonata e del concerto grosso – la Germania svolse in questo ambito un ruolo di importanza decisiva. A questo contribuirono da un lato la complessa situazione politica dell’Europa centrale, che vedeva il territorio tedesco frammentato in un’infinità di staterelli spesso in accesa competizione tra loro, e dall’altro il desiderio dei principali signori dell’epoca di imporsi non solo nel campo delle armi ma anche in quello della cultura. A questi fattori va aggiunta la particolarissima posizione geografica della Germania, che risentì sia delle influenze della scuola italiana sia delle suggestioni dello stile francese, senza dimenticare i numerosi compositori inglesi – tra i quali si distinsero Thomas Simpson e William Brade – che introdussero nelle città anseatiche lo splendido repertorio dell’Inghilterra elisabettiana. L’aspetto più significativo della produzione di Widmann consiste nel fatto che – contrariamente alla maggior parte dei compositori coevi – nella maggior parte dei casi non scrisse suites (sequenze predefinite di danze quali l’allemanda, la corrente e la sarabanda, spesso precedute da un preludio dal carattere astratto) ma movimenti di danza a se stanti, che sarebbero state abbinate con molta libertà dagli esecutori a seconda delle occasioni. Ogni brano venne ‘battezzato’ con un nome di donna, un fatto che rivela chiaramente un intento descrittivo, che contribuisce a dare ulteriore vivacità e brillantezza a questa sorta di raffigurazioni figurative, nelle quali – accanto a tratti raffinati e pieni di grazia – non mancano spunti bizzarri e quasi farseschi, esaltati da una strumentazione ricca e di grande suggestione.



 
 

 
 
 
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